Nodi centrali del progetto Su18

NODI CENTRALI DI SCIENZA UNDER 18 - PESCARA
La manifestazione è la struttura portante di un progetto che estende a livello nazionale e regionale il modello di "Scienza under 18", affidando l'organizzazione delle varie esposizioni ad un Centro territoriale. Per 2/3 giorni gli studenti presentano i loro lavori secondo le seguenti modalità espositive:

1. modalità espositive "storiche" e fondamentali: gli exhibit, gli exhibit web3-multimedia e il simposio (convegno degli studenti-scienziati);
2. modalità espositive di recente ricerca: Teatri scientifico, Scatti di scienza, Giornalismo scientifico, Sfide alla scienza
La manifestazione di Pescara - si realizza annualmente a Pescara.
Alla manifestazione le scuole propongono la propria partecipazione come espositori o visitatori con prenotazione. Gli studenti (dalla materna alle superiori) espongono ai visitatori lavori a carattere scientifico (esperimenti, elaborati, modelli, ricerche, ecc.) inerenti qualsiasi tema/problema dell'area scientifica.

Analizziamo in modo più dettagliato le diverse modalità espositive, che si rifanno a specifici modelli di conoscenza e di indagine pedagogico-didattica.

EXHIBIT INTERATTIVO
MODELLO GENERALE
Un exhibit  Su18 è una azione comunicativa della scienza fra più interlocutori centrata su un dispositivo interattivo e su una “mediazione” materiale, finalizzato a far sorgere domande, curiosità e stimoli per confrontare pensieri attorno a un “oggetto cognitivo” per indagarne e comprenderne la natura e il modello di funzionamento.
Un exhibit richiede:
a) una logistica, una sede; nello specifico: tavolo e sedie, pannelli per affiggere cartelloni e appendere piccoli oggetti;
b) materiali, strumenti, attrezzature e oggetti sul tavolo;
c) una azione, determinata dagli studenti presentatori, che determini un cambiamento nei materiali (la disposizone, il loro stato, ..) e che possa essere osservata dallo studente visitatore/osservatore; tale azione può essere ripetuta/modificata dagli studenti che interagiscono;
d) uno “spiazzamento”, una domanda che viene proposta dallo studente presentatore;
e) una interazione tra le persone alla ricerca di risposte alla domanda;
f) una conclusione e una riflessione sul processo cognitivo di interlocuzione/interazione indagatore del modello e del tipo di cambiamento osservato negli oggetti/materiali presenti sul tavolo.
Un exhibit viene preparato attraverso:
- esplorazione del campo cognitivo e delle risorse (la manipolazione del materiale, la ricerca e ricognizione delle informazioni, la messa a fuoco delle idee possono ciascuna stimolare e mettere a punto le altre in un processo circolare)
- messa a fuoco precisa dell’“oggetto cognitivo” dell’exhibit  (fenomeno, idea scientifica…)
- progettazione del dispositivo adeguato
- costruzione della parte materiale dell’exhibit
- stesura della “sceneggiatura” (che cosa fa l’animatore, se c’è, e che cosa viene chiesto di fare agli utenti…)
- prove di “messa in scena” (per una messa a punto di tutto il dispositivo)
Un exhibit viene  messo in atto attraverso:
- funzionamento della macchina o verificarsi del fenomeno;
- comunicazioni di supporto (verbali, grafiche, multimediali…);
- azioni dell’animatore e relative azioni degli utenti;
- interazione volta alla costruzione di ipotesi di spiegazione.

VARIAZIONE IN TEMA: SEZIONE WEB-MULTIMEDIA
Un exhibit può essere predisposto modificando la natura dei materiali e la struttura/procedura della messinscena.
Un exhibit web-multimediale è realizzato con materiali e messinscena digitali nei più diversi formati (video, animazioni, programmi..) prodotti-con e mostrati-mediante PC e/o dispositivi mobili, videoproiettori, robot, diffusori sonori.
L’exhibit web-multimediale ripropone in modalità simulazione digitale il modello exhibit in termini di azione-cambiamento-spiazzamento-domanda-interazione.

VALORE EDUCATIVO DELL’EXHIBIT
L’implicazione di un exhibit, per cui qualcuno/qualcosa possa attivare la conoscenza (scientifica) relativa a un oggetto da parte di un soggetto, consente di riflettere su più livelli per individuare le valenze pedagogico-didattiche dell’exhibit.
Livello 0: l’insegnante nei panni dell’animatore mette in azione/prepara un exhibit per attivare la conoscenza scientifica dei suoi allievi.
Per passare al “livello 1” interviene l’idea pedagogica che chi attiva la conoscenza altrui su un oggetto impara di più (meglio) su quell’oggetto. La proposta di Scienza under18 è quella di mettere gli studenti nei panni di “realizzatori di exhibit”. Ecco allora il
Livello 1: l’insegnante, per attivare la conoscenza degli allievi, li investe del ruolo di “realizzatori di exhibit” e di “animatori scientifici”, consapevole di tutto quello che comporta (vedi sopra).

 SIMPOSIO
In coerenza con il senso del Progetto Scienza under 18, che è quello di mettere in pubblico da parte degli studenti il fare scienza della scuola, gli studenti presentano un resoconto documentato di un loro percorso di ricerca entrando nel merito dei concetti scientifici, delle procedure messe in atto, degli strumenti utilizzati.

Gli studenti espongono il loro lavoro a un pubblico di pari, rendendo visibile e comprensibile attraverso la loro esperienza, il fare scienza e il lavoro degli scienziati: non solo i problemi e le ipotesi, ma anche l’organizzazione materiale del lavoro per verificare/falsificare le ipotesi in un contesto reale.

Ma lo espongono anche all’interazione con scienziati esperti, e questo permette a loro una rielaborazione critica del percorso fatto e a tutti un approfondimento disciplinare ed epistemologico. 

TEATRO SCIENTIFICO
Non è una forma “scientifica” di teatro; in questo senso, il teatro è già “scientifico”, nel tenere insieme rigore e  immaginazione, competenza tecnica e invenzione, disciplina e provocazione culturale… Nel modello di teatro scientifico di Su18 si tratta di fare teatro a scuola costruendo performance attorno a temi che hanno a che fare con la scienza, o perché la contestualizzano attraverso le vicende e i conflitti di personaggi che hanno fatto la storia della scienza, o perché direttamente mettono in scena attraverso le azioni degli attori idee che la scienza ha elaborato attorno a fenomeni naturali, a tecnologie…
Il progetto di Scienza under18 rispetto al teatro ha un centro: la classe che fa teatro. Questo significa che gli studenti fanno  gli attori, ma anche i musicisti, gli scenografi, gli sceneggiatori, i drammaturghi… dando vita a quella esperienza fortemente educativa in cui il tutto non è solo la somma delle parti, ma un organismo sociale. Esperienza attraverso la quale anche si costruisce in modo attivo e critico conoscenza scientifica.
Laboratorio teatrale a scuola, ma non solo: anche laboratorio didattico di scienze per mettere in azione quelle idee, quei dispositivi sperimentali che sono oggetto della performance, osservando, manipolando, riflettendo, discutendo, elaborando…
Scienza under 18 offre al fare teatro nelle scuole un luogo dove proporre le proprie performance a un pubblico (di pari innanzitutto) e una possibilità di rielaborazione dell’esperienza; e si propone di fornire al lavoro di regia degli insegnanti un supporto di consulenze specifiche, dove possibile, e uno spazio di confronto dove portare avanti una ricerca-azione e dove anche sperimentare su se stessi le dinamiche viventi di una compagnia che costruisce una performance.

SCATTI DI SCIENZA
Scatti di scienza è un Progetto congiunto di Scienza under 18 e del gruppo del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano che da vent’anni è impegnato nella diffusione di cultura scientifica su temi di storia e attualità della fisica e dell’astronomia e in progetti speciali come Vedere la Scienza – Festival, un festival internazionale del film, del video e del documentario scientifico, giunto nel 2010 alla 14-esima edizione.
- Dall’autunno 2009 al Progetto collabora anche il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI).
-  Scatti di scienza si propone di diventare un luogo di sperimentazione e di confronto attorno alla valenza didattica della foto e del documentario scientifico.
In questo campo della didattica, ancor poco coltivato, anche limitate esperienze possono costituire un contributo rilevante per mettere a fuoco nodi teorici e pratiche sperimentali.
Chiunque sia interessato a porre domande, avanzare proposte, sviluppare commenti sulle foto pubblicate o su altre questioni attinenti al Progetto è pregato di rivolgersi a
-  Bruno Manelli     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Grazia Bertini      Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si può fotografare la Scienza?
Cos’è la fotografia scientifica?
Quali processi cognitivi si possono innescare producendo uno scatto di scienza o guardando una fotografia?
Vi è capitato di pensare che  la foto scattata durante un esperimento in laboratorio oltre a illustrare il fenomeno possa essere bella ed espressiva? Che un fenomeno catturato per caso con la pellicola fotografica possa successivamente generare stupore e stimolo ad essere utilizzato per rivelare “quanta scienza” contiene?
Sono queste, alcune delle domande che ci hanno convinto che esiste uno spazio di ricerca e di sperimentazione che metta al centro la fotografia scientifica.
Dalla scuola primaria agli ultimi anni della scuola secondaria gli studenti sono stati invitati a realizzare i propri… “Scatti di scienza” e i propri “Documentari scientifici” con il proposito di stimolarli ad osservare con occhio nuovo oggetti, esperimenti, situazioni, ambienti … A insegnanti e studenti è stata data piena libertà circa soggetti, temi, modalità e tempistica. I soli vincoli riguardavano l’autorialità della foto (singolo studente o gruppetti e non insegnanti/genitori/professionisti) e la compilazione di una scheda, da parte dei ragazzi, in modo da evincere oltre ai dati, anche le riflessioni di carattere scientifico/tecnico/emozionale. Dalla scuola primaria agli ultimi anni della scuola secondaria, singolarmente o a gruppetti, i ragazzi hanno scattato “fotografie scientifiche” o girato un “filmato scientifico” assecondando la propria curiosità, fantasia e capacità di osservazione: alcuni hanno documentato un istante significativo di un esperimento, altri hanno “immaginato” e preparato la fotografia prima dello scatto; altri ancora hanno colto la bellezza di un particolare fenomeno naturale, spesso spinti dalla sorpresa di osservare qualcosa di inaspettato; alcuni, infine, hanno pensato una sceneggiatura per il filmato.
cos’è la fotografia scientifica?
- Si può fotografare la scienza?
Quali processi cognitivi si possono innescare producendo uno scatto di scienza o guardando una fotografia?
Vi è capitato di pensare che la foto scattata durante un esperimento in laboratorio oltre a illustrare il fenomeno possa essere bella ed espressiva?
E’ possibile che un fenomeno catturato per caso con la pellicola fotografica possa successivamente generare stupore e stimolo ad essere utilizzato per rivelare “quanta scienza” contiene?
Sono queste, alcune delle domande che ci hanno convinto che esiste uno spazio di ricerca e di sperimentazione che metta al centro la fotografia scientifica e che si proponga di stimolare gli studenti a osservare con occhio nuovo oggetti, esperimenti, situazioni, ambienti.
Sulla base di queste riflessioni nella primavera 2008 nasce Scatti di scienza.
Negli anni 2009/2010 il Progetto Scatti di scienza ha avuto un modello di sviluppo di questo tipo:
- Seminario di avvio per docenti con gruppi di lavoro sperimentale a novembre.
- Workshop di presentazione di una selezione delle foto e dei filmati a Vedere la Scienza – Festival, tra marzo e aprile
- Mostra delle fotografia e proiezioni dei filmati nelle manifestazioni di Scienza under 18 nelle varie sedi.
- Dalla scuola primaria agli ultimi anni della scuola secondaria gli studenti sono stati invitati a realizzare i propri Scatti di scienza e i propri Documentari scientifici,con piena libertà circa soggetti, temi, modalità e tempistica.
Due sole regole.
1) Le foto devono essere fatte dagli studenti, da soli o a gruppetti, e non da genitori o professionisti.
2) Le foto devono essere accompagnate da una scheda compilata dai ragazzi, in modo da farli riflettere sugli aspetti scientifici, tecnici, emozionali del proprio lavoro.
- La selezione dei lavori intende essere rappresentativa dei diversi livelli di sensibilità estetica e scientifica degli studenti.
-  la fotografia scientifica e la didattica
- Singolarmente o a gruppetti, i ragazzi hanno scattato “fotografie scientifiche” assecondando la propria curiositàfantasia e capacità di osservazionecon un’attività in classe spesso ben articolata: alcuni hanno documentato un istante significativo di un esperimento, altri hanno “immaginato” e preparato la fotografia prima dello scatto; altri ancora hanno colto la bellezza di un particolare fenomeno naturale, spesso mossi dalla sorpresa di osservare qualcosa di inaspettato; alcuni, infine, hanno pensato una sceneggiatura per un filmato.
Biodiversità, sintesi di colore e fenomeni di interazione luce-materia, serialità, composizioni di movimento, simmetrie, forme fondamentali: sono alcuni dei temi maggiormente presenti.
Nella maggior parte dei casi si è lavorato sull’estetica dello scatto, arrivando a risultati di buon livello scientifici ed estetici insieme.
Lo strumento della scheda allegata allo scatto si è rivelato di grande importanza: ha vincolato i ragazzi a riflettere sul lavoro fatto e ha permesso di esplicitare impressioni, interessi per la ricerca di spiegazioni e interrogativi nati dall’osservazione dell’immagine.
Proposte di ricerca / approfondimento
- Proposta di lavoro per una didattica della fotografia scientifica
- Per esplorare e potenziare il valore didattico di Scatti di scienza proponiamo uno schema provvisorio di alcune domande a cui fare riferimento in tutto il processo di realizzazione del progetto fotografico e in particolare nella redazione della scheda da allegare alla foto.
L’idea sottostante è quella di rendere gli studenti sempre più consapevoli del loro fare scienza e di prepararli a utilizzare al meglio i loro lavori nella comunicazione scientifica indirizzata a un pubblico vario (studenti di ogni grado di scuola e adulti, come avviene nelle manifestazioni di Su18).

GIORNALISMO SCIENTIFICO
Un gruppo di studenti di scuole diverse costituisce una redazione permanente del Giornale “TuttoSu18” per la pubblicazione e diffusione (sia su carta, sia web) di tre numeri (uno per giorno) di un Giornale scientifico. Nel giornale si trovano articoli e commenti sugli eventi della manifestazione, interviste e riflessioni raccolte durante la manifestazione.

SFIDE ALLA SCIENZA

Sfida alla scienza significa cercare, in collaborazione e/o competizione con altri, la soluzione ottimale a un nodo scientifico, il cui esito è ancora indeterminato.
Una sfida richiede di mettersi in gioco e di negoziare con altri le proprie ipotesi, misurandosi sui prodotti e sui risultati realmente ottenuti.
È una sfida verso se stessi, nel senso di non accontentarsi della prima risposta, di assumere precise responsabilità di progetto e sostenere il ruolo assunto.
È una sfida verso gli altri, nel senso di confrontarsi sui fatti, di negoziare le proprie idee e i pregiudizi, di interagire e confliggere con altri tra ipotesi e strategie differenti.
È una sfida verso la scienza, nel senso di assumere e riconoscere un proprio metodo personale, ricercare qualità e limiti nei saperi e nei modelli proposti, raccogliere in forma costruttiva le contraddizioni del sapere contemporaneo.
Una sfida alla scienza richiede quindi di assumersi un compito chiaro e preciso, resposabilizzandosi nella ricerca e nella documentazione; di negoziare le proprie idee e i propri modelli in un equilibrio instabile tra collaborazione e competizione; di provare e riprovare al fine di migliorare il proprio risultato, falsificando idee e prodotti per focalizzare l’attenzione critica su ciò che non funziona; di distinguere la verifica sui fatti dalla valutazione sui processi, attraverso una riflessione sul percorso che espliciti le valenze e le criticità.

 

Ecco le sfide proposte in questi ultimi anni.
2007 – Non rompiamo le uova. Far cadere un uovo opportunamente protetto da 5 metri di altezza senza romperlo, arrivando il più vicino a un bersaglio.
2008 – Raffreddiamo il pianeta. Proporre prototipi, exhibit, esperienze, esperimenti, modelli creativi ma anche utopici per ridurre l’effetto serra.
2009 – Tableaux vivents scientifici. Modellizzare un esperimento fatto a scuola attraverso una o più foto scientifiche, che vanno poi ricostruite coi propri corpi.
2010 – A colpi di catapulta. Lanciare con una catapulta – possibilmente di tradizione storica – una palla da tennis bucata che non rimbalza a sette metri.
2011 – Superboll. Elaborare ricette e strategie per realizzare la bolla di sapone più grande, la bolla più longeva, la bolla in bolla, le mani in bolla, la bolla volante.

 

2012 – Cucina scientifica. Cinque ricette da ottimizzare con cui ottenere: Schiume coesissime, Emulsioni stabilissime, Reazioni tostissime, Gel saldissimi, Pomi giustissimi.

VALENZA FONDAMENTALE DELLA MAIFESTAZIONE.- L'esperienza delle passate edizioni ha dimostrato che la partecipazione degli studenti in prima persona, non solo nella realizzazione del lavoro ma anche nell'esposizione dello stesso ad altri (studenti, insegnanti, genitori, ecc.), li coinvolge e responsabilizza. La ricaduta didattica riguarda l'avvicinamento degli studenti al lavoro scientifico, la formazione di gruppi di lavoro affiatati e la valorizzazione delle capacità comunicative dei singoli. Gli insegnanti coordinatori dei progetti esposti vedono generalmente ricambiato l'inevitabile "extra-lavoro" con un rapporto più costruttivo e maturo con gli allievi e, per loro tramite, con l'esposizione della loro opera.

 
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